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Protezione Civile - Provincia Autonoma di Trento
Protezione Civile del Trentino
TAP
GUSCIO HealthCard

Le informazioni salvavita, al tocco.

Un bracciale, una card, un ciondolo. Chi soccorre appoggia il proprio telefono e ascolta ciò che serve sapere — nella propria lingua. Nessuna app, nessun login, nessun lettore dedicato.

▶  Vedi un esempio dal vivo

01I primi minuti

In un’emergenza contano i primi minuti, quelli prima che arrivi l’ambulanza. Ma proprio lì l’informazione spesso manca: il telefono della persona è bloccato, scarico o lontano; sulla pista chi soccorre può non parlare la stessa lingua; un anziano solo in casa non può raccontare le proprie terapie.

La tessera sanitaria risponde a questa esigenza solo dentro il sistema — serve un lettore, un gestionale, un operatore autorizzato. La HealthCard risponde fuori dal sistema, dove il sistema non arriva ancora: il bordo pista, il sentiero, la casa. Non è un’alternativa alla tessera sanitaria: ne è il complemento sul territorio.

02Chi arriva per primo

Nella maggior parte delle emergenze, il primo a raggiungere la persona non è un sanitario. È chi c’è lì in quel momento: il vigile del fuoco volontario, l’agente, l’operaio del cantiere accanto, la guardia del parco, il maestro di sci, il passante.

Oggi, chi trova una persona a terra o confusa spesso non sa nulla di lei: può solo chiamare il 112 e attendere. La HealthCard trasforma quel vuoto in azione immediata — chiunque, senza formazione e senza attrezzatura, diventa capace di leggere all’istante chi ha davanti.

Vigile del fuoco Agente Operaio Guardia del parco Maestro di sci Passante
TAP nome, patologie, terapie in 3 secondi 112 o caregiver, subito

Chi soccorre chiama il 112 dando già nome, patologie e terapie — o chiama direttamente il familiare. Il soccorso non parte da zero: parte informato. E i minuti guadagnati sono i minuti che salvano.

03Come funziona

1 — TAP

Si appoggia il telefono

Il tag NFC passivo non ha batteria. Basta avvicinare uno smartphone all’oggetto.

2 — VOCE

La card parla

Le informazioni salvavita vengono lette ad alta voce, nella lingua scelta dal soccorritore.

3 — AZIONE

Si agisce informati

Allergie, terapie critiche, contatto d’emergenza: chi soccorre sa subito cosa fare.

04Tre livelli, privacy per costruzione

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Livello zero — ICE

Solo il contatto d’emergenza: “In caso di emergenza, chiamare…”. Nessun dato sensibile, rischio minimo. La versione per tutti.

Salvavita

Il minimo indispensabile: allergie gravi, gruppo sanguigno, terapia critica, patologie. Visibile a chi soccorre, in ogni lingua.

🔒

Dati clinici estesi

Anamnesi completa, farmaci, medico curante. Protetti dietro chiave, riservati al personale sanitario autorizzato.

Il dato non vive sul chip — vive su una pagina aggiornabile in ogni momento dall’interessato o dalla famiglia. Il titolare del dato è la persona, non noi. GUSCIO è la chiave, non il custode.

05Il colpo d’occhio: tipologia patologia

Un codice-colore GUSCIO che si spiega da sé: colore per la lettura immediata, numero e icona come conferma — così funziona anche per chi non distingue i colori.

1❤️ Cardiopatico
2💧 Diabetico
3🎗️ Oncologico
4🧠 Psichico
5⚠️ Allergico

06Un segnale che si vede in un lampo

Il segno — cuore che irradia le onde NFC, la scritta TAP — nasce per attirare l’attenzione nell’immediato. Il fondo non è un giallo qualsiasi: è il giallo di sicurezza ad alta visibilità.

⚠️

Impostato secondo la logica della UNI EN ISO 20471 — la norma dell’abbigliamento ad alta visibilità che ammette solo giallo, arancione e rosso. Un segnale di sicurezza progettato da chi la sicurezza la certifica: da un RSPP.

07Funziona anche senza rete

Il canalone, la valle stretta, il rifugio in quota: sono proprio i luoghi dove la card serve di più e dove il telefono può non avere campo. Per questo il livello salvavita è pensato per essere leggibile anche in assenza di connessione — l’informazione essenziale è disponibile subito, il resto quando la rete torna.

08Insieme al NUE 112

Il Numero Unico Europeo 112 e la sua app Where Are U localizzano e identificano chi chiama, dal proprio telefono. Ma quando la persona non può chiamare — è svenuta, confusa, il telefono è bloccato o lontano — quel canale non parte. La HealthCard copre esattamente quella metà mancante.

NUE 112 · Where Are U

Chi chiama

La vittima contatta il 112 dal proprio telefono: la centrale la localizza e riceve i suoi dati.

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GUSCIO HealthCard

Chi viene trovato

Un terzo trova la persona e col proprio telefono legge subito chi ha davanti, anche se lei non può parlare.

Non concorrenti, ma complementari: insieme coprono tutto lo spettro dell’emergenza. Chi soccorre può chiamare il 112 direttamente dalla card, arrivando in centrale con nome, patologie e terapie già in chiaro — una scheda salvavita pre-compilata sul territorio.

09Un esempio concreto

Giuseppe, 81 anni

Esce di casa, si perde. Ma non è più solo.

Giuseppe convive con una demenza senile. Un pomeriggio esce senza rendersene conto e si disorienta. Ore dopo lo trova una passante: lui non sa dire chi è, dove abita, chi chiamare — è proprio ciò che la malattia gli ha tolto.

Ma sul bavero del suo giaccone c’è una spilla GUSCIO. La passante appoggia il telefono e, in tre secondi, sente: il nome di Giuseppe, e “in caso di emergenza, chiamare la figlia Maria”. La card avverte anche che è una persona con decadimento cognitivo — non confuso da spiegazioni, ma da accogliere con calma. La telefonata parte subito. Giuseppe torna a casa.

📌 La spilla non si sfila per errore — resta dov’è, discreta, quando serve.

Qui il consenso lo firma chi ha la tutela — un familiare, l’amministratore di sostegno. Il fragile non firma per sé: firma chi lo protegge. È la stessa cura che GUSCIO mette al centro di tutto.

Una visione della sicurezza per il Trentino

I fragili, prima di tutto.

GUSCIO nasce da un’idea semplice e ostinata: la tecnologia deve servire per primi i più fragili — l’anziano, il bambino, chi non parla la lingua, chi non può chiedere aiuto da sé. Non chi è già autonomo, ma chi ne ha più bisogno.

Un territorio che ha già scelto l’inclusione e l’accessibilità come priorità — sui mezzi, negli eventi, sulle piste — può fare un passo in più: mettere l’informazione salvavita nelle mani di chiunque arrivi per primo. È soglia zero applicata al momento in cui la soglia zero salva davvero: nessuna app, nessuna barriera, nessuna lingua che escluda.

La sicurezza è un atto d’amore.
La sicurezza è un atto d’amore
da un’idea di FLB
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