Esce di casa, si perde. Ma non è più solo.
Giuseppe convive con una demenza senile. Un pomeriggio esce senza rendersene conto e si disorienta. Ore dopo lo trova una passante: lui non sa dire chi è, dove abita, chi chiamare — è proprio ciò che la malattia gli ha tolto.
Ma sul bavero del suo giaccone c’è una spilla GUSCIO. La passante appoggia il telefono e, in tre secondi, sente: il nome di Giuseppe, e “in caso di emergenza, chiamare la figlia Maria”. La card avverte anche che è una persona con decadimento cognitivo — non confuso da spiegazioni, ma da accogliere con calma. La telefonata parte subito. Giuseppe torna a casa.
Qui il consenso lo firma chi ha la tutela — un familiare, l’amministratore di sostegno. Il fragile non firma per sé: firma chi lo protegge. È la stessa cura che GUSCIO mette al centro di tutto.